LA LEGGENDA DEL MANDORLO IN FIORE
In Sicilia, ora, il paesaggio prende si dipinge di bianco: i mandorli sbocciano, macchie ribelli tra le colline bruciate e la Valle dei Templi, dove il vento sussurra di mare. Tra quegli alberi, uno porta inciso un amore che non si spegne.
🌸Fillide era un soffio di vita: capelli al vento, correva leggera tra campi e colline, i fiori a inseguirle i passi. Ma era lì, ferma, piedi nudi sulla terra rossa, occhi incatenati all’orizzonte. Acamante, il suo cuore, le era stato rubato dalla guerra di Troia. Dieci anni – dieci anni di dolore nel petto – e lei, testarda, contava i tramonti, le stagioni che le scivolavano tra le dita. Poi si spezzò: un ultimo respiro, e la vita la abbandonò.
Atena, scossa da quell’amore che osava sfidare il tempo, non ci stette. Con un gesto brutale, la trasformò: la pelle di Fillide si indurì in corteccia, le braccia si torsero in rami nudi, il sangue si fece linfa che pulsava lenta.
🌸Un mandorlo si alzò al suo posto, un urlo silenzioso contro il cielo.
Acamante tornò, un relitto della guerra. “Fillide!” gridò, la voce spezzata, ma trovò solo quell’albero spoglio. Gli dissero tutto, e lui si lanciò sul tronco, le mani che graffiavano la corteccia, il corpo che lo stringeva come a riportarla indietro. “Ti amo,” soffocò tra i singhiozzi, e il mandorlo si destò: un fremito, un colpo secco, e fiori bianchi schizzarono dai rami – vivi, selvaggi, un’onda che lo avvolse. Fillide rispondeva, sbocciava per lui, ogni petalo era un segno di quell’amore impossibile.
Ogni primavera quel mandorlo fiorisce, un ricordo che ci colpisce dritto al cuore: ci ricorda che l’amore vero non muore mai🌸💕.
Il Magnifico Press

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