Elena Lucrezia Cornaro Piscopia
Era il 5 giugno del 1646 nella magnifica Venezia, e si respirava l'aria d'estate. In una stanza si sentiva il trambusto di alcune donne. Il suono dei passi veniva accompagnato da quello dei panni strizzati in un catino. Una donna anziana rispose: "Stai tranquilla, cara. Manca poco". La giovane donna gridava dal dolore. L'anziana cercava di tranquillizzarla: "Dai cara, respira. Respira profondamente". Finalmente si udì il suono della voce di un neonato. L'anziana signora, felice, prese il piccolo e disse: "Zanetta, è nata una bella bambina". La donna, nonostante il dolore del parto, accennò un radioso sorriso. Nel mentre si sentirono dal corridoio i passi decisi di un uomo galante, con abiti sontuosi. L'uomo affermò che era il padre e che, nonostante la relazione clandestina, voleva che la bambina portasse il suo cognome. Così nacque Elena Lucrezia Cornaro Piscopia.
Elena Lucrezia Cornaro Piscopia: l' infanzia
La piccola cresce felice. Fin da piccola ha un'infinita sete di conoscenza. Si pone domande su Dio e sulla creazione del mondo. Il padre captò questa sete di sapere e le mise a disposizione la biblioteca di famiglia. La piccola in breve tempo lesse svariati tomi. Così il padre decise di metterle a disposizione i migliori precettori di latino, greco, francese, inglese, matematica, filosofia e musica. La piccola ottenne un gran successo. Partecipava alle dispute filosofiche e molti erano incantati dalla sua immensa cultura. Il padre la mostrava come un trofeo. Anche perché, nonostante le origini nobili del padre, ciò non si poteva dire della madre, che aveva origini più umili. In un primo momento non venne inserita tra le personalità più illustri. L'unico modo per riscattare la famiglia era lo studio.
Elena Lucrezia Cornaro Piscopia: il suo amore per lo studio
La giovane venne oblata benedettina. In seguito, suo padre chiese che la figlia potesse laurearsi in teologia all'Università di Padova, ma il cardinale Gregorio Barbarigo si oppose alla richiesta, ritenendo "scandaloso e ridicolo" che una donna potesse diventare "Dottore in teologia". Comunque, la giovane fanciulla non si laureò in teologia ma in filosofia nel 1678. Durante la celebrazione della laurea seguì un vero e proprio corteo: nobili, mecenati, borghesi e gente comune vollero ammirare la prima donna laureata al mondo. Appunto per questo si usa dire a Venezia "la xe 'na Piscopia", per riferirsi a una donna colta.
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