Jenny Julia Eleanor Marx (16 gennaio 1855 - 31 marzo 1898) una donna guerriera e sentimentale
Provate a immaginare una ragazzina vivace, con i capelli sempre un po’ in disordine, che sgattaiola nello studio del padre mentre lui scarabocchia idee che cambieranno il mondo. Siamo a Londra, in una casa semplice di Soho, il 16 gennaio 1855, quando nasce Jenny Julia Eleanor Marx – per tutti, semplicemente “Tussy”. È l’ultima figlia di Karl Marx e Jenny von Westphalen, e fin da piccola si capisce che non sarà una di quelle bambine che stanno zitte in un angolo. A tre anni già declama versi di Shakespeare come se fosse nata sul palco, a dodici scrive lettere infuocate ai politici perché l’esecuzione dei ribelli irlandesi, i “Martiri di Manchester”, le ha spezzato il cuore e acceso una rabbia che non si spegnerà mai.
Tussy cresce in mezzo ai libri, con papà Karl che le racconta storie strane di un burattinaio ribelle, Hans Röckle, che in realtà sono lezioni mascherate di giustizia e rivoluzione. È lei, anni dopo, a mettere mano a " Il capitale", a correggerlo, a tradurlo, perché quelle pagine le scorrono nel sangue. Ma non è solo la figlia di suo padre: è una tempesta tutta sua. Quando perde i genitori – la mamma nel 1881, Karl nel 1883 – non si piega, si rialza. Con Edward Aveling, l’uomo che ama e che la accompagnerà in questa avventura, si butta nella mischia del socialismo inglese. Fonda la Socialist League con William Morris, parla ai lavoratori nelle piazze, lotta per le donne, per i poveri, per chiunque non abbia voce.
E poi c’è il suo talento: traduce Madame Bovary di Flaubert come se fosse un’amica che le confida un segreto, dà vita ai drammi di Ibsen con una passione che ti inchioda. Ma la vita, si sa, sa essere crudele. Edward, il suo Edward, la tradisce. Nel 1897 sposa un’altra in segreto, e quando Tussy lo scopre, qualcosa dentro di lei si rompe. Il 31 marzo 1898, in una casa di Lewisham, a 43 anni, prende dell’acido prussico e dice basta. Non è solo una fine. La sua voce rimane il sigillo di una donna che ha vissuto per un ideale, che ha urlato contro le ingiustizie, che ci ha lasciato un fuoco che brucia ancora Eleanor Marx è stata questo: un cuore grande, una mente brillante, una lotta senza tregua.
Il Magnifico Press
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